Pubblicato il 20 maggio 2026
Lotta contro le frodi alla CSC
La Cassa svizzera di compensazione (CSC) si impegna attivamente nella lotta contro la frode assicurativa e raccoglie segnalazioni di possibili casi di frode assicurativa.
Si parla di frode quando una persona:
- cerca di ottenere prestazioni in modo indebito, oppure
- inganna l’assicurazione oppure omette di comunicarle un’informazione per continuare a percepire indebitamente una prestazione.
Chiunque ottenga una prestazione (per sé stesso o per un’altra persona) alla quale non ha diritto, fornendo informazioni false o incomplete oppure utilizzando altri mezzi (ad es. documenti falsificati), commette un reato.
I casi di frode accertati rimangono relativamente rari; tuttavia, la CSC applica una politica di tolleranza zero: si tratta della solidarietà tra gli assicurati e della fiducia della collettività nel buon funzionamento delle assicurazioni sociali.
Per evitare qualsiasi danno al Fondo AVS, la CSC si impegna con determinazione nella lotta contro la frode sociale. Prima di concedere prestazioni, effettua controlli approfonditi, sia tramite verifiche regolari sia mediante indagini in caso di sospetto di frode.
La CSC può inoltre avvalersi di specialisti, come avvocate e avvocati di fiducia, per effettuare i propri controlli.
Potete segnalarci un caso sospetto tramite uno dei seguenti canali:
Per e-mail avs-bls@zas.admin.ch
Per posta al seguente indirizzo:
Cassa svizzera di compensazione
Av. Edmond-Vaucher 18
Casella postale 3100
1211 Ginevra 2
SvizzeraPer telefono +41 58 461 91 11
Tramite il formulario di contatto sottostante.
Ogni caso sospetto viene preso in carico e analizzato da specialisti. Tuttavia, a causa dell’obbligo di riservatezza legato all’esercizio di una funzione pubblica, non è possibile informarvi sul seguito della procedura.
- Nel corso di diversi anni, un assicurato ha dichiarato come propri figli un certo numero di bambini (avuti da madri diverse) e ha richiesto il versamento di rendite per figli a suo favore. Considerata la notevole differenza di età tra l’assicurato e le presunte madri, sono stati effettuati test del DNA per verificare la filiazione dei bambini. Tra tutti i figli dichiarati, soltanto una bambina è risultata essere effettivamente sua figlia biologica. Le prestazioni versate indebitamente sono state richieste in restituzione.
- Due presunti studenti di medicina hanno presentato regolarmente attestati d’immatricolazione di un’università. Controlli più approfonditi hanno però dimostrato che tali attestati - così come l’intera documentazione correlata presentata - erano falsificati. È stata avviata una procedura amministrativa e di restituzione, e il caso è stato segnalato all’autorità penale. Nei confronti delle persone che si erano arricchite indebitamente è stata sporta denuncia penale e le prestazioni versate sono state richieste in restituzione.
- Decesso di un’assicurata, madre di un figlio e rappresentata da un mandatario in Svizzera. La CSC ha regolarmente ricevuto certificati di esistenza in vita attestati dalle competenti autorità estere. Il mandatario ha sostenuto che fosse opportuno effettuare i versamenti direttamente a lui, poiché sua madre non era più in grado di gestire autonomamente le proprie prestazioni. Negli ultimi anni, le prestazioni sono quindi state versate sul conto bancario del figlio. Attraverso una costruzione di menzogne, il mandatario è così riuscito a mantenere sua madre «in vita» per diversi anni e ad arricchirsi indebitamente. Le prestazioni versate indebitamente sono state richieste in restituzione ed è stata sporta denuncia penale.
Segnalare una possibile frode assicurativa
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